Karama (che significa dignità) è un’associazione di solidarietà con il popolo Sahrawi che ha sede a Sesto San Giovanni. E’ nata ad ottobre 2012 da un gruppo di volontari che per diversi  anni ha gestito il progetto di accoglienza estiva delle bambine e dei bambini sahrawi. Rappresenta l’evoluzione del percorso che da oltre sedici anni, in differenti forme, ha unito la città di Sesto San Giovanni ai campi profughi sahrawi nel deserto algerino.

Per dodici anni, nei mesi di luglio e agosto, le bambine/i bambini sono stati accolti in una scuola di Sesto San Giovanni, in un ambiente confortevole e familiare, effettuando i  loro primi controlli sanitari sia presso le strutture ospedaliere del territorio, sia con l’aiuto di medici volontari. Con la collaborazione di numerose associazioni, di famiglie e cittadini le bambine/i bambini hanno potuto godere di una dieta sana e variata, con molti alimenti freschi che mancano completamente nel deserto. Hanno raccontato l’odissea del loro popolo e la sua volontà di pace e autodeterminazione: sono stati i “Piccoli ambasciatori di pace”.

L’associazione si propone di realizzare:

  1. RACCOLTE SOLIDALI per l’invio di aiuti e di personale volontario nei campi profughi
  2. GEMELLAGGI SCOLASTICI, già avviato quello tra l’Istituto Martiri della Libertà e la scuola Martire Lal Andallah del campo di Boujdour
  3. INFORMAZIONE sulla situazione dei campi profughi e sulo rispetto dei diritti umani nel Sahara Occidentale occupato dal Marocco.

Dal 2020 abbiamo la nostra sede presso il Centro sociale Baldina. Ci autofinanziamo totalmente con la distribuzione delle uova di Pasqua solidali, con spettacoli di beneficenza, donazioni da amici e con il 5×1000. Karama è una ODV iscritta al RUNTS.

“Il peso diviso tra tutti diventa una piuma” proverbio Saharawi


UN PO’ DI STORIA: CHI SONO I SAHRAWI ?

Il Sahara Occidentale, territorio di   circa 266.000 kmq (grande quasi come tutta l’Italia con le isole)  si affaccia sull’Oceano Atlantico e confina a nord con il Marocco, a sud-est con la Mauritania ed a est con l’Algeria.  Fu una colonia spagnola fino al 1975. Quando la dominazione spagnola ebbe termine, il  paese fu invaso militarmente da Marocco e Mauritania, interessati alle risorse del sottosuolo e alla pescosità del mare. Gran parte della popolazione sahrawi fu costretta a fuggire nell’Hammada, il deserto di pietre e sassi nel sud-ovest dell’Algeria vicino a Tindouf, dove tuttora vive nei campi profughi mentre la parte della popolazione rimasta nel territorio occupato dal Marocco subisce ingiustizie e esclusione, come documentato da Amnesty International e altre organizzazioni per i diritti umani. Nel deserto i Sahrawi hanno ricostruito con forza e  coraggio i loro villaggi che hanno chiamato come le città d’origine: sono sorte tende, case di mattoni di sabbia, pozzi, ospedali, scuole. In mezzo al  Sahara Occidentale il Marocco ha costruito, in pieno deserto,  il  “muro della vergogna”  lungo due volte l’Italia, disseminato di mine, costantemente sorvegliato dall’esercito  per impedire ai  Sahrawi di tornare nella loro terra.